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Storia di Giuliano

Storia di Giuliano

E’ il primo incontro, al telefono aveva chiaramente chiesto di iniziare una psicoterapia e che il mio nome era stato fatto dal suo medico di famiglia.

Arriva puntuale al primo appuntamento. E’ alto, magro, castano chiaro di capelli tagliati cortissimi, ha occhi azzurri di una profondità intensa.

Si siede sulla poltrona dello studio senza staccarmi gli occhi di dosso:

Sono Giuliano, ho trentadue anni, vivo da solo, mi sono deciso a iniziare una psicoterapia perché non ne potevo più dei miei fallimenti e di risolvermi da solo i problemi. Ci ho provato in tutti i modi, facendomi aiutare dal farmaco, ho preso per diverso tempo della sertralina, poi ho provato prodotti omeopatici e anche sedute di tecniche di rilassamento.

Non mi sembra di aver ottenuto niente.”

Penso che si sia occupato di se e indipendentemente dal risultato, come lei osserva, forse in parte le è servito.”

Tutto è iniziato verso i venticinque anni, stavo finendo l’Università e sono stato da uno psichiatra.”

Che sintomi aveva?”

Mi svegliavo stanco, avevo difficoltà a prendere sonno disturbato da tanti pensieri che mi affollavano la mente. Poi paura di essermi preso delle malattie, disagio a frequentare luoghi affollati, infastidito dalla gente, pochissima voglia di uscire e fare vita sociale. Avevo anche paura che fuori potesse prendermi un infarto o qualcosa di simile. Niente di assolutamente invalidante, ma estremamente fastidioso e pesante da sopportare. Poi stavo meglio e ho smesso di prendere i farmaci e al ripresentarsi del problema ho provato altre soluzioni che le ho detto, ma che non hanno modificato nulla”.

Il problema quando si è ripresentato in modo più invasivo?”

Verso i ventotto anni o giù di li.”

Mi dica qualcosa di più, che studi ha fatto, cosa sta facendo ora, se ha fratelli, se ha entrambi i genitori, che rapporto ha con loro, se ha una relazione sentimentale.”

Ho frequentato un liceo classico a indirizzo artistico, poi ho scelto la facoltà di lettere, ma parallelamente mi sono iscritto al conservatorio dove mi sono diplomato in violino. Mi sono anche laureato in lettere con una tesi -Mozart e il mito del Don Giovanni- per quanto ne so sono figlio unico e i miei genitori stanno in buona salute e ho una buona relazione con loro, ci vediamo saltuariamente perché viviamo distanti, ma ci sentiamo spesso e sono sempre disponibili con me. In questo momento non ho una relazione sentimentale stabile e continuativa”.

Mentre parla percepisco una forte introspezione, la capacità di un pensiero critico e un sotteso senso di ironia.

In questo momento sta lavorando?”

Sono un fortunato, collaboro a un giornale dove mi occupo di recensioni artistiche, scrivo in due settimanali e sono in attesa di un contratto definitivo per la parte on-line del giornale sul quale scrivo.

Poi, do lezioni di violino, chitarra. Suono in una band, naturalmente con un violino elettrico”.

interessante, fa dello sport?”

Si, Dottore, faccio anche questo, sono appassionato di arti marziali, le pratico da anni con continuità, certo non ho tempo e voglia per competizioni, mi soddisfo negli allenamenti e nelle gare interne alla mia scuola. Sono cintura nera e aiuto i maestri negli allenamenti. Seguo personalmente i principianti”.

Arti marziali a livello alto significa la capacità di un forte equilibrio personale, autocontrollo, sicurezza, controllo dello spazio. Tutto alquante distante da quanto mi racconta dei suoi disagi”.

Nel periodo che stavo molto male, ho quasi smesso di andare in palestra ad allenarmi. Per quasi un anno ho fatto pochissimo sport e come le raccontavo mi sono chiuso in casa e dedicato agli studi”.

Una risposta, apparentemente convincente, ma che non mi convince, come non mi convince la prima sensazione che ho avuto di lui all’ingresso da me; mi appariva magro, diafano, lo riscopro, anche per il suo racconto, robusto e atletico. Quale sarà il suo reale problema. So che non dovrei neppure pormi la domanda, lasciarmi andare alla curiosità anamnestica e stop, ma il fatto che pratichi arti marziali mi fa suonare un campanello di allarme, come i risultati ottenuti mi stridono con le sue insoddisfazioni.

Nel momento che mi ha fatto la richiesta di una psicoterapia gli pongo la domanda se ha veramente intenzione di cominciare o vuole del tempo per pensarci.

La risposta di Giuliano è molto diretta:

Sono venuto da lei perché intenzionato a iniziare una psicoterapia e non ho nuovi motivi per cambiare idea”.

Gli spiego velocemente quanto deve sapere sulle modalità in cui intendo procedere, i tempi, le regole, la parcella. Sfruttando poi la sua capacità gli chiedo la disponibilità a riempire, prima della seduta successiva, un questionario anamnestico per poterlo conoscere meglio e, parallelamente, avere l’opportunità di riflettere sulla sua storia. La risposta è affermativa.

 

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