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Prima seduta

Giuliano si presenta in tenuta sportiva, era stato alla sua palestra e mi consegna il questionario anamnestico compilato.

Com’è stato dopo che ci siamo visti la prima volta, nel compilare il questionario ha avuto particolari difficoltà che vuole verificare subito?”

Mi sono sentito come al solito, è un periodo questo dove mi sento sufficientemente bene, anche se penso spesso di potermi sentire male, peggiorare nuovamente, non essere in grado di fare quello che vorrei fare”.

Scorro velocemente quanto ha segnalato nel questionario anamnestico compilato fuori dalla seduta, ma la fretta non mi fa cogliere nessun punto di criticità o di contraddizione.

Noto che descrive la sua situazione sentimentale come difficoltà a trattenere l’altra persona, e a riguardo le domande sulla sua sessualità non ci sono risposte.

Cosa intende, Giuliano, per difficoltà a trattenere l’altra persona?”

Penso che dovrei insistere, convincere, provare a far cambiare idea quando una ragazza che ho iniziato a frequentare comincia a sfuggire dalla relazione, mi dice che forse non è il caso di andare avanti o cose simili”.

Scorrendo ora il questionario, mi soffermo sulla descrizione dei suoi genitori. Hanno attualmente, sua madre 57 anni e suo padre 61. Sua madre è insegnante di storia e filosofia all’università e suo padre dipendente di un ente pubblico. Mi descrive una buona relazione con loro.

Si, come ho scritto, ho sempre avuto un buon rapporto con loro, mi hanno sostenuto nelle mie scelte e non sento accampare pretese nei miei confronti. Mi sono staccato da casa nel periodo universitario e ho continuato a vivere per conto mio finita l’Università”.

E’ stato molto sbrigativo a descrivere i suoi genitori”.

Ma è così. Mio padre è un tipo calmo, introverso, abitudinario. Fa lo stesso lavoro da anni. E’ taciturno, non ostacola la vitalità di mia madre, penso riesca a contenerla quando esplode nelle ricorrenti scenate di insoddisfazione. Con me è stato sempre lineare, nel senso che diceva quello che mi aspettavo dicesse, non si è mai esaltato per i miei successi e nemmeno preoccupato per gli inevitabili fallimenti. Mentre da mia madre ci si poteva aspettare di tutto. Grandi espansioni o giorni di completo nervosismo e chiusura”.

Possiamo provare a definire la madre come genialoide, con un pensiero veloce e il padre come riservato e meticoloso?”

Non ci vedo una demarcazione così netta, mia madre è molto esuberante e estroversa, ma sa anche essere riflessiva e riservata su tante questioni.”

Quando era piccolo, se aveva paura o era in ansia per qualcosa, chi dei due la rassicurava maggiormente?”

Avevano due modi diversi di starmi vicino, forse entrambi validi e complementari: mia madre mi affabulava e mi faceva pensare ad altro, mentre mio padre mi dava consigli pratici”.

Di fatto, le paure scomparivano, si rasserenava o no”.

Forse no! Ora che ci penso mi ricordo di una grande paura che non mi ha fatto stare tranquillo per diverso tempo, che non ho scritto nemmeno nel questionario. Avevo forse sui cinque anni, stavo dormendo nel mio lettino quando nel sonno ho sentito del trambusto, delle voci dei sussurri concitati. Mi ricordo di essermi rannicchiato sotto le coperte incapace di chiamare o chiedere aiuto. Mi sembra di essere stato in ansia e impaurito per tutta la notte o comunque fino a quando il sonno ha preso il sopravvento. La mattina sono stato svegliato alla solita ora dalla mamma per andare a scuola (forse ancora alla materna) e io non chiesi e dissi nulla e mai l’ho più fatto in seguito. Non ho mai capito, ma tutte le notti mi svegliavo più volte tremando e chiedendo di andare in camera dei miei genitori.”

La mia percezione, al primo incontro con Giuliano, di trovarmi di fronte a una persona magra e diafana ha lasciato il posto a tutt’altra impressione già dalla prima seduta. Giuliano con la sua presentazione di successo ha relegato i sintomi e il suo disagio in secondo piano. Si presenta come persona capace di raggiungere gli obiettivi, ma bloccato dalla paura di non controllare quei sintomi invalidanti che possono presentarsi all’improvviso, senza controllo. Io terapeuta potrei trovarmi all’interno di questo schema mentale risucchiato nel dubbio di chissà quale mistero.

Niente di tutto questo. Il ricordo emerso in seduta ci presenta un bambino che ha vissuto paure mai lenite, per un’infanzia dove il suo percorso evolutivo emotivo è stato poco rassicurato dalle figure genitoriali. Un bambino capace e emancipato sul piano intellettivo che non si è mai potuto troppo esprimere sulle sue paure e ha trattenuto, per quanto possibile, le sue emozioni, vissute come intrusive, non controllabili e quindi estremamente pericolose.

 

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