Setup Menus in Admin Panel

Per una psicoterapia pluralista e multilivello

Il Novecento, in Occidente, può essere descritto come il secolo in cui le ideologie hanno condizionato non soltanto la vita politica e sociale, ma tutta la cultura umana.
Nella psicoterapia lo spirito del tempo si è espresso con la costruzione di grandi sistemi teorico-psicologici, come quelli freudiani, junghiani e comportamentisti impermeabili gli uni agli altri, con scuole che si scomunicavano a vicenda, ripetendo, sia pur in una dimensione per fortuna molto attenuata, gli schemi comportamentali delle guerre di religione.
La rivoluzione neuroscientifica degli ultimi decenni ha evidenziato che la mente è un flusso continuo che dipende dalla relazione di molteplici fattori che operano a più livelli e che comprendono influenze ambientali, stati del corpo, movimenti molecolari ed eredità biologica. La biologia, la psicologia animale e la psicologia sperimentale si sono ritrovate concordi nel mostrare la nocività degli stress infantili, mentre le neuroscienze hanno mostrato, in chi ha subito questi eventi, atrofie di importanti zone cerebrali e vie neurali. La psicologia animale ci ha permesso di vedere le conseguenze di uno sviluppo traumatico in tutti i mammiferi sociali.

La biologia evoluzionistica ci ha informato che i precursori dell’etica, della morale e dei nostri sentimenti si sono formati con l’evoluzione; la psicotraumatologia ci ha permesso di capire il disagio psicologico con il modello dissociativo del sistema mente/cervello; la teoria dell’attaccamento ci ha trasmesso il legame terapeuta-paziente più come una manifestazione della spinta all’attaccamento biologico che non come una riproposizione di inautentici sentimenti transferali.
Questi risultati hanno permesso a terapeuti di scuole di psicoterapia di differente orientamento di ritrovarsi concordi sull’importanza patologica di alcuni punti: alterazioni dell’attaccamento, carenze affettive, eventi traumatici e trascuratezze vissute durante il periodo infantile, maltrattamenti, disregolazioni affettive, traumi infantili cumulativi, abusi di tutti i tipi e infine dissociazione patologica.
Contemporaneamente emerge sempre con maggior vigore l’inadeguatezza dei vecchi strumenti interpretativi freudiani considerati fino a oggi centrali (natura umana perversa-polimorfa, inconscio freudiano, complesso di Edipo, desiderio di incesto e fantasie sessuali patogene, castrazione, rimozione, sublimazione, pulsione di morte, transfert, interpretazione), junghiani (spiritualismi, sincronicità, archetipi metafisici, ambiguità bio-spirituale) e in generali di tutti quelli delle altre scuole di psicoterapia del secolo passato, compresi i comportamentismi.
Si tratta di acquisizioni che hanno profondamente influenzato lo stesso modo di condurre la psicoterapia non più considerata un luogo di interpretazione, ma un incontro dove sperimentare e modificare se stessi in una relazione autentica ed empatica.
Grande parte del merito del cambiamento di prospettive va a un insieme di discipline vicine  alla psicoterapia i cui risultati permettono il superamento di vecchie visioni ideologiche.
Mentre i terapeuti più aggiornati sono al corrente della nuova realtà terapeutica, a fianco delle nuove conoscenze permangono ampie sacche ideologiche di resistenza dovute alla difficoltà di comprendere la fine del dualismo corpo-psiche, il superamento del determinismo psichico, la necessità della teoria dell’evoluzione come principio orientativo in psicologia, e l’importanza degli strumenti che provengono dalla psicologia animale per capire l’affettività umana.
Il convegno si propone di valutare lo stato dell’arte tra gli psicoterapeuti più sensibili alla necessità per la psicoterapia di integrarsi con le altre discipline, e con importanti esponenti del mondo delle scienze naturali.
Il confronto tra l’esperienza relazionale e le nuove conoscenze scientifiche spinge verso una nuova psicoterapia i cui fondamenti provengono dal basso, dal lavoro di tanti studiosi e ricercatori di origine diversa, senza padri fondatori.

L’itinerario di formazione dello psicoterapeuta del terzo Millennio deve così superare il settarismo che ha caratterizzato il Novecento e che tuttora contrassegna la maggior parte delle scuole di psicoterapia.

22 Maggio 2018

0 Giudizi su "Per una psicoterapia pluralista e multilivello"

Lascia un Messaggio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mia Immagine

Un punto qualificato di riferimento per lo studio e la pratica nella relazione terapeutica.

Piazza Guido Rossa,15 Ponte a Egola
C.F. 91017360503
0571 498077
formazione@chironeassociazione.it
Privacy e Cookie Policy
Su
Template Design © Margherita Donati. Tutti i diritti riservati
X