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La psicoanalisi è morta?

La psicoanalisi è morta?

24/02/2016 – 23:15

E’ passato un secolo dalla nascita della psicoanalisi ed è il momento di chiedersi se goda ancora di buona salute. C’è chi la dà per finita, chi ne apprezza l’evoluzione, chi è convinto che Freud abbia ancora tanto da dire. Ma forse la domanda ultima è: la psicoanalisi fa ancora stare meglio le persone? Guarisce? O i suoi metodi sono ormai obsoleti? Insomma, la psicoanalisi è viva o è morta? A “Lo stato dell’arte”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 24 febbraio alle 23.15 su Rai5, Maurizio Ferraris ne parla con Maurilio Orbecchi, psichiatra e David Meghnagi, docente di psicologia clinica all’Università RomaTre.
Secondo  Maurilio Orbecchi la psicoanalisi è decisamente morta. “Psicoanalisi” è solo un marchio per descrivere un coacervo di una ventina di scuole diverse. E anche se una parte della moderna psicoanalisi si salva grazie ad una maggiore attenzione alle acquisizioni scientifiche, la vera psicoanalisi freudiana è scientificamente morta: a suo avviso non ha più senso parlare di inconscio, di fasi sessuali, di complesso di Edipo, di transfert. Per David Meghnagi, invece, la psicoanalisi sta benissimo. Freud ha creato un paradigma che è ancora molto attuale, e le sue teorie sono continuamente confermate, anche dalle neuroscienze. Il fatto che si sviluppino nuove, diverse terapie non è affatto in contraddizione con il passato: queste sono legate agli adattamenti sociali, ma nella sostanza c’è continuità e non contraddizione.
22 Maggio 2018

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