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La mente è l’esito di una costruzione evoluzionistica basata sull’intreccio tra filogenesi ed ontogenesi.Date le condizioni di pericolo in cui vivevano i primi uomini è presente nel nostro assetto genetico una tendenza a mantenere il contatto, fin dalla nascita, con la figura (di solito la madre biologica), più disponibile a dare protezione, tendenza regolata da un sistema motivazionale a base innata, il sistema dell’attaccamento. Scopo di questo sistema é far raggiungere la sicurezza attraverso la messa in atto di comportamenti ed emozioni finalizzati a ricevere aiuto. Lì dove nell’ontogenesi emergano modalità di accudimento che non assicurino la protezione, i piccoli utilizzano “strategie condizionali” che, attraverso comportamenti consoni con lo stile di caregiving di cui fanno esperienza , possano far raggiungere lo stesso scopo. Il mantenimento di tali strategie anche in età adulta , nelle relazioni con gli altri , può rivelarsi disfunzionale così che i disturbi della mente e della condotta possono essere considerati disturbi dell’attaccamento.
In un ottica squisitamente evoluzionistica Bowlby richiama l’attenzione sul dato che non avere avuto cure adeguate è assimilabile al non avere avuto affatto quella figura che ai primordi della specie avrebbe assicurato la sopravvivenza, di aver perduto per morte la propria madre, così che gli individui insicuri, che abbiano fatto esperienze negative, si trovano in una assetto mentale caratterizzato da un “lutto cronico” e da un’ansia cronica. Propone, quindi, una psicoterapia in termini di “processo di elaborazione del lutto”: il terapeuta guida il paziente a prendere consapevolezza e ad accettare che le cure di cui aveva bisogno non gli sono state date, che le modalità di cui si serve per relazionarsi con gli altri sono l’esito di quanto esperito ma che non ottengono lo scopo previsto, che il proprio genitore è “morto” non per cattiveria ma perché potrebbe solo essere stato “ il prodotto infelice di una famiglia infelice”, degno, quindi di compassione e di perdono. In questo modo il paziente ha la possibilità, attraverso la relazione con lo psicoterapeuta , di rivedere le rappresentazioni mentali di se stesso e degli altri così da sentirsi amabile e non più costretto a costringere gli altri ad amarlo con modalità disturbate.

Grazia Attili, Professore Ordinario di Psicologia Sociale, Sapienza Università di Roma

Programma del Corso

Costruzione evoluzionistica della mente ed elaborazione del lutto: La psicoterapia basata sull’attaccamento
La psicoterapia basata sull’attaccamento 01:00:00
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