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Chirone Formazione

Cosa Facciamo

Chirone è un centauro, creatura mitologica metà uomo e metà cavallo, è un essere doppio, partecipe della natura umana e animale, cresciuto da Apollo, Chirone studia e conosce l’arte medica; tanto da divenire questo il suo mestiere.


Nella ricerca di una guarigione per se stesso, Chirone diviene esperto di erbe medicinali, conosce la sofferenza e fa sì che la sua ferita impossibile da risanare possa servirgli per aiutare gli altri.

Un settore per noi rilevante è quello della FORMAZIONE in ambito psicoterapeutico. Ci poniamo un obiettivo alto di divenire un punto qualificato di riferimento per lo studio e la pratica nella relazione terapeutica con incontri nella nostra sede e con una piattaforma digitale dove possono affluire, in un’area riservata, professionisti del settore.
La nostra posizione di ricerca metodologica si affianca a quanti individuano un collegamento tra scienza e relazione terapeutica.

Ricerca, Clinica e Terapia


 

 

 

 

La pregiudiziale di fondo sta nei fondamenti riconosciuti della ricerca scientifica di base.

- Associazione Chirone -

Perché noi

La ricerca scientifica di base e applicata, che ha raggiunto risultati impensabili, alimenta una percezione comune irrealistica di onnipotenza, poi delusa perché non capace a compensare le incertezze esistenziali. Da ciò si diffonde un atteggiamento antiscientifico alimentato da una regressione verso un pensiero di tipo magico che costruisce credenze rassicuranti.

In questo clima culturale e sociale le opinioni degli psicoterapeuti riguardo alla scientificità della psicoterapia si dividono in tre tipologie di pensiero:

  • coloro che credono alla scientificità o aspirano a individuare i collegamenti tra scienza e psicoterapia,
  • coloro che decisamente ascrivono la psicoterapie tra le “scienze umane”
  • e infine quelli che non si pongono il problema o lo ritengono ininfluente.

Lo scopo non è quello di individuare una nuova teoria riguardante la ” psicoterapia”, quanto quello di entrare in modo evolutivo e critico in quella dimensione culturale già feconda di risultati rappresentata dalla scienza cognitiva, che ha dimostrato costituire quella dimensione culturale che rende possibile anche l’utilizzo critico di tutto ciò che è stato prodotto.

 

Coerenza scientifica

Oggi la ricerca scientifica di base, articolata nei diversi livelli può apportare cognizioni utili alla comprensione della psiche e ha raggiunto un livello di complessità e di attendibilità che moltissimi aspetti del funzionamento psichico possono considerarsi chiari e dimostrabili, fatto salvo il fatto che i dati scientifici non sono mai da considerare chiusi e stabili, sempre perfettibili e falsificabili.

Le scienze di riferimento di base hanno diversa struttura e impostazione in quando studiano fatti in parte distinti tra loro e con metodi strumentali diversi.  Tutti coerenti col metodo scientifico.

L’evoluzionismo applicato alle origini dell’uomo attraverso i processi di ominazione rappresenta la base concettuale da cui partire.

La stessa ricerca è in grado di spiegare gli effetti di un trattamento psicoterapico e dimostrare come funziona, rispondendo ad una domanda annosa e che non aveva finora trovato una risposta esaustiva. Tutto ciò ha fatto si che i fatti psichici e di conseguenza la psicoterapia rispondono ad una base biologica su cui si innescano aspetti che si traducono nella vita psichica.

Efficacia Clinica

La costruzione di un modello teorico-pratico di base che evolve seguendo l’evidenza empirica, deve sapersi attenere a una verificabilità scientifica che ne possa assicurare una buona efficacia clinica.

Spesso, ad oggi, gli sforzi di trovare una buona efficacia clinica si sono concentrati e espressi cercando una “integrazione” fra i diversi livelli teorico-pratico, portando a formulare teorie “comparate”. Tentativi che ha prodotto solo risultati caratterizzati da un “sincretismo” dignitoso, ma che non sfugge alla tentazione autoreferenziale di teorizzazioni scolastiche distanti dalla realtà critica.

Nell’ambito cognitivista  si assiste invece ad un’integrazione che partendo dalla concretezza  dei vissuti si aggancia a dati scientificamente giustificabili, recuperando anche quei dati ascritti alle così dette “scienze umane”.

Seguendo un ragionamento di questo tipo si propone uno schema operativo di base che per sua natura può non entrare in competizione e conflitto con altri schemi, ma rappresentare solo una base essenziale su cui si fonda il fare psicoterapia.
Schema che segue il modo sopra descritto di tradurre i dati scientifici nell’evidenza psicoterapeutica ed esprime in un modo quasi assiomatico un percorso di riflessione e ricerca clinica.

 

Riassumendo e schematizzando

La relazione terapeutica comprende necessariamente un’ "attivazione emozionale" tra le due parti, condizionata dalla “storia” individuale, dalle relazioni precoci, dai vissuti impliciti ed espliciti. In altre parole dal complesso transfert/contro-transfert inteso come riconoscimento dell’attivazione emozionale reciproca che alimenta anche i livelli “pregiudiziali” del paziente e del terapeuta.

L’attivazione emozionale crea il “campo relazionale” idoneo per l’attivazione della condivisione e dell’alleanza terapeutica.

Un buon metodo per iniziare una riflessione sui concetti su cui trattiamo è quello di utilizzare con un’analisi etimologica dei termini e dei concetti utilizzati, come supporto al ragionamento.

 Il termine “Alleanza” nasce in senso complesso, anche storicamente evoluto e evolutivo, aggiungendo progressivamente significati a una radice latina: “ligare” che indica l’instaurarsi di un legame e che con l’aggiunta del suffisso “a” aggiunge il senso di finalità. Il senso sarebbe quindi di un legame finalizzato al raggiungimento di uno scopo. Con l’arricchimento di sfumature il concetto esprime l’idea di “delega” e “affidamento” (allegare) , di scelta, di aggregazione, di affidamento (allegere), ma soprattutto il patto che vincola per il raggiungimento di un determinato scopo (ligare pacta) fare un patto.

 

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